C’era una volta, in un tempo neppure troppo lontano, un piccolo palazzo di due piani e appena sei appartamenti. La vecchia dimora era tenuta bene, l’atmosfera sembrava tranquilla e noi eravamo tutti semplici affittuari. Tutti tranne una, almeno nella sua testa.
Al piano terra, proprio sotto il mio appartamento, viveva infatti l’ape regina del palazzo, circondata dalla figlia, dai figli della figlia e da tutto il resto del suo operoso alveare. Era una donna perennemente agitata, capace di distribuire bestemmie colorate a chiunque le capitasse a tiro, urlare da una stanza all’altra e intrattenere lunghe conversazioni telefoniche a un volume che rendeva superfluo avere il vivavoce.
Quando poi la sua schiusa si riuniva al completo, partivano concerti degni della notte di Capodanno, indipendentemente dal giorno segnato sul calendario.
La vendetta dei tulipani
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