Il VDM è la mamma del mio vicino di pianerottolo, che abita al piano di sotto. Una signora sulla settantina che si atteggia come se fosse l’amministratrice, la proprietaria, e pure la regina del condominio. Ha quell’aria di chi “sa tutto” e “ha visto tutti”, con la frase preferita sempre pronta: “Eh, ma io abito qui da quarant’anni!” — come se fosse un titolo nobiliare e non solo una condanna alla routine.
Il bello è che questa qua vive in affitto, da quarant’anni, eppure si comporta come se avesse comprato l’intero stabile mattone per mattone. Decide lei chi può parcheggiare dove, chi deve mettere le piante sul pianerottolo e chi no, chi può stendere fuori e chi deve farlo di nascosto come se fosse un reato.
Alle riunioni condominiali si siede in prima fila, braccia conserte, con lo sguardo di chi aspetta solo di dire “io l’avevo detto” o di interrompere qualcuno. E ovviamente parla sempre sopra tutti, compreso l’amministratore vero.
Ora, veniamo al mio dramma. Davanti al mio pianerottolo c’è una finestra degli anni ’70, mai sistemata da nessuno: lo stucco è crepato, il legno marcito, e quando piove entra acqua come se avessi una cascata personale nel corridoio. Io sono arrivato qui da poco più di un anno, quindi non ho nemmeno la soddisfazione di dire “me la sono cercata”: mi ci sono trovato nel mezzo.
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