L'erba del vicino non è sempre più verde

Storie dal vicinato

La timeline dei vicini

I miei vicini hanno un programma.

Non un modo di dire. Un vero e proprio palinsesto giornaliero, con orari precisi, rubriche fisse e ospiti ricorrenti. Altro che Netflix.

Si comincia alle 6:30.

La signora sotto la mia camera da letto inaugura la giornata con “Buongiorno a colpi di tappeto”: sbatte tappeti, cuscini e coperte contro la ringhiera del balcone con una costanza che nemmeno un metronomo. Va avanti fino alle 7:15, senza pause pubblicitarie.

Alle 7:30 entra in scena lui: il bambino con due incudini al posto dei piedi.
Abita sotto, ma il suono attraversa piani e dimensioni. Corre, pesta, rimbalza. Non cammina: impone la sua presenza.

Alle 8 parte il segmento corale: “Esci di casa come se stessi scappando”.
Porte che sbattono, gente che entra, gente che esce, chiavi dimenticate, ritorni improvvisi. Un via vai continuo, rigorosamente rumoroso.

Alle 9, cambio totale di atmosfera.

Parte la Santa Messa.

Ecco un altro VDI:   i balconi non sono solo balconi

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