L'erba del vicino non è sempre più verde

Storie dal vicinato

La pipì dall’alto

Ho capito che quelli del piano di sopra facevano pisciare i cani sul mio balcone la mattina in cui una goccia è finita direttamente dentro la tazza del caffè.

Ero seduto fuori, ancora mezzo addormentato, quando ho sentito qualcosa colpire la ringhiera. Prima poche gocce, poi un piccolo rivolo è sceso dal bordo del balcone sopra il mio. Ho spostato la sedia appena in tempo, ma non la tazza. Quando mi sono chinato per capire cosa fosse, è arrivato anche l’odore.

Non era acqua.

Abito in questo condominio da quasi quattro anni e con quelli del piano di sopra non avevo mai avuto grandi rapporti. Una coppia sulla quarantina, due cani di taglia media e la curiosa capacità di attraversare le parti comuni senza salutare nessuno. Li sentivo uscire presto la mattina e rientrare la sera, ma non avevamo mai discusso. Al massimo qualche corsa dei cani sopra la camera da letto o una pallina fatta rimbalzare sul pavimento, niente per cui valesse la pena litigare.

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I primi episodi erano cominciati qualche settimana prima. Trovavo il pavimento del balcone bagnato vicino alla ringhiera e pensavo fosse acqua caduta mentre annaffiavano le piante. Una volta avevo perfino spostato i miei vasi, convinto che il problema fosse il tubo di scarico.

Poi avevo notato che quelle colature arrivavano anche quando non pioveva e soprattutto sempre negli stessi momenti: al mattino presto, verso l’ora di pranzo e poco prima di andare a dormire. Prima sentivo aprire la portafinestra sopra la mia testa, poi le unghie dei cani sul pavimento e infine il liquido che scendeva.

La conferma definitiva era arrivata con il caffè.

Mi affacciai oltre la ringhiera e guardai in alto.

“Ehi!”

Sentii la portafinestra richiudersi.

“Scusate, c’è qualcuno?”

Nessuna risposta. Feci il giro del pianerottolo e salii a suonare. Dal loro appartamento arrivavano chiaramente dei rumori: una televisione accesa, un cane che camminava vicino alla porta e qualcuno che spostava qualcosa.

Suonai di nuovo.

Il cane abbaiò.

Subito dopo sentii una voce sussurrare:

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“Shhh.”

Rimasi davanti alla porta per quasi un minuto.

“Lo so che siete in casa. Dal vostro balcone sta scendendo la pipì dei cani.”

Il televisore venne abbassato. Nessuno aprì.

Tornai nel mio appartamento con la sensazione assurda di essere io quello che stava creando un problema. Pulii il balcone con acqua e disinfettante, buttai il caffè e spostai lo stendino verso il muro. Pensavo che, dopo avermi sentito, almeno avrebbero smesso.

La sera, alle undici e venti, si aprì di nuovo la portafinestra.

Poi arrivò il rumore delle unghie.

E subito dopo la pipì.

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