L'erba del vicino non è sempre più verde

Storie dal vicinato

La mamma di Ettore

Mentre mi accingo a scrivere questo post, l’antifurto impazzito dei vicini suona da almeno mezz’ora e sembra di essere sul set di un documentario del National Geographic, con tutti i cani del quartiere che ululano come lupi nel bosco accompagnando il già gradevolissimo concerto della sirena.

Quando hai un cane, le relazioni con i vicini possono cambiare.

In meglio o in peggio, dipende.

Anche avere un antifurto che funziona male, a pensarci bene, aiuta parecchio.

Avere un cane, però, aumenta inevitabilmente le occasioni per conoscere i vicini, quelli con il cane, quelli senza cane e, più in generale, tutto il vicinato.

Per un motivo molto semplice.

Sei costretto a uscire, passare davanti alle loro case, salutarli e, se ti va male, anche a scambiarci due parole.

Io, ad esempio, ho un limite piuttosto evidente: molti dei miei vicini li riconosco soltanto quando sono accompagnati dal loro cane.

In realtà non siamo noi a conoscerci.

Sono i nostri cani.

Noi siamo semplicemente gli accompagnatori.

Ecco un altro VDI:   Il cinema in balcone

Detta così, fa anche un po’ ridere.

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