L'erba del vicino non è sempre più verde

Storie dal vicinato

La domenica del fumo

Domenica mattina, finalmente una di quelle giornate tranquille, aria fresca, sole bello pulito, io sul terrazzo coi cani che correvano come deficienti tra i vasi delle rose e le ciotole sparse ovunque.
Pace.
Silenzio.
Relax.
Tempo dieci minuti e inizio a sentire odore di legna bruciata.
Non il profumino romantico da camino natalizio eh.
Quello pesante, acre, che ti entra nei capelli e ti fa venire voglia di rilavarti pure l’anima.
Mi affaccio e vedo il vicino del terreno accanto che aveva deciso di fare il falò della disperazione direttamente di domenica mattina.
Questo possiede un pezzo di terra abbandonato da secoli, non ci costruisce, non lo cura, non ci pianta niente, però guai a venderlo. Ormai penso lo tenga solo per coltivare rovi e nervoso altrui.
Intanto la cenere iniziava a volare ovunque.
Sul terrazzo.
Sui vasi.
Sui cani.
Pure nel caffè mancava poco.
A un certo punto vedo proprio i pezzetti neri cadere sulle rose e lì mi parte quell’irritazione silenziosa da persona che sta cercando di restare civile con tutte le forze.
Mi avvicino al recinto.
Lui mi vede.
Io avevo gli occhi da assassina ma la voce ancora educata.
“Scusi… magari la prossima volta avvisi prima.”
Lui mi guarda confuso.
“Signora, che c’è? Ha le cose stese?”

Ecco un altro VDI:   Il tubo di scolo

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