Quando sono venuta ad abitare qui, quattro anni fa, pensavo che il problema peggiore del condominio fossero gli anziani che mollano le scoregge in ascensore e poi scendono al loro piano lasciando il regalo a chi entra dopo.
Invece quello era soltanto il benvenuto.
Il palazzo è abitato quasi esclusivamente da persone anziane, quindi ci sono porte aperte per controllare chi passa, televisori accesi a un volume che permette di seguirli anche dal cortile e riunioni improvvisate sulle scale. Con il tempo mi sono abituata quasi a tutto, compreso entrare in ascensore, sentire un odore capace di sciogliere l’intonaco e trovare dentro un vecchietto con l’espressione innocente di chi non sa assolutamente che cosa sia successo.
“Dev’essere rimasto da prima”, sembrano dire con gli occhi.
Certo. È salito da solo al quarto piano.
Ma, come dicevo, questo è il minimo. Il vero spettacolo arriva dall’appartamento sopra il mio, dove vive una coppia di anziani con sei figli adulti. Purtroppo tutti e sei hanno problemi psichiatrici, ciascuno con le proprie difficoltà, e la situazione familiare è molto complicata.
Non voglio scherzare sulla malattia mentale, perché non c’è nulla da ridere. Il problema è ciò che accade quando alcuni comportamenti diventano pericolosi e nessuno sembra più in grado di gestirli.
Uno dei figli, in particolare, passava parecchio tempo nel cortile con il suo motorino. Lo spostava, lo accendeva, lo spegneva e ci lavorava sopra anche senza una ragione evidente. A volte sembrava volerlo riparare, altre lo smontava e rimontava, lasciando attrezzi e pezzi in giro. Noi cercavamo di non interferire, limitandoci a passare a distanza e sperando che tutto restasse tranquillo.
Una sera, però, il motorino ha smesso definitivamente di essere il problema principale.
Lascia una risposta