L'erba del vicino non è sempre più verde

Storie dal vicinato

Il fischio infinito

Da un anno e mezzo, dentro casa mia, fischiano i tubi di venticinque famiglie perché nessuno vuole spendere circa cento euro.

Abito in un condominio piuttosto grande e il mio appartamento ha una particolarità sfortunata: una parete confina con l’armadio condominiale nel quale passano le tubazioni collegate all’autoclave. In pratica, tutta l’acqua del palazzo transita accanto alla mia cucina e, finché l’impianto funzionava correttamente, non avevo mai avuto particolari problemi.

Poi un componente dell’autoclave ha cominciato a funzionare male.

All’inizio era soltanto un fischio occasionale, una specie di sibilo che compariva quando qualcuno apriva l’acqua e spariva poco dopo. Pensavo si trattasse di un guasto banale e che sarebbe stato risolto rapidamente, anche perché in un condominio di venticinque famiglie l’autoclave non è esattamente un elemento secondario.

Invece il rumore è aumentato.

Il fischio parte dall’impianto, attraversa i tubi dell’armadio condominiale, entra nel muro confinante con casa mia e da lì si propaga nelle altre stanze. Non resta circoscritto alla cucina: la parete lo trasmette e la casa sembra trasformarsi in una gigantesca cassa di risonanza. A seconda di quante persone stanno usando l’acqua, cambia intensità, durata e tonalità.

Ecco un altro VDI:   Il balbuziente

La mattina parte quando il condominio si sveglia, la sera ricomincia quando tutti rientrano. A volte smette per qualche minuto e penso di poter finalmente stare tranquillo, poi qualcuno apre un rubinetto o avvia una lavatrice e il concerto riparte.

La cosa assurda è che il guasto è noto. Non sono l’unico ad averlo segnalato, non bisogna scoprire da dove arrivi e non serve smontare mezzo palazzo per individuarlo. Sappiamo che c’è un componente dell’autoclave da sostituire.

Semplicemente, non lo sostituiamo.

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