Il mio VDI è convinto che io sia responsabile di qualunque evento inspiegabile accada nel quartiere, tipo protagonista inconsapevole di una serie crime a bassissimo budget.
Una mattina mi ferma mentre sto rientrando e, con quell’aria grave di chi sta per affrontare un tema delicatissimo, mi fa:
“Ma la notte martelli contro il muro? Perché sento tipo un martello contro il muro.”
Ora, casa sua confina con la camera di mio padre, che ha 86 anni, problemi motori, vede pochissimo e alle due di notte normalmente dorme da ore, mentre dall’altro lato del suo appartamento non abita nessuno.
Quindi io lo guardo abbastanza perplessa e gli rispondo che no, sinceramente alle due di notte sto dormendo anch’io e che non ho hobby notturni legati all’edilizia.
Pensavo bastasse.
Macché.
Dopo un paio di giorni mi arriva pure il messaggio serale, ore 22 precise:
“Adesso si sono sentiti un’altra volta, prima o poi dobbiamo scoprire da dove provengono questi rumori.”
“DOBBIAMO.”
Come se fossimo dentro un’indagine paranormale.
Io a quel punto, sinceramente stanca, gli ho risposto:
“Sono le anime.”
E giuro che ho dovuto trattenermi tantissimo dal completare la frase con qualcosa di molto meno spirituale.
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