L'erba del vicino non è sempre più verde

Storie dal vicinato

Il Capodanno in quarantena coi vicini stron*i

Quest’anno il mio Capodanno in quarantena avrebbe dovuto essere già abbastanza surreale di suo: il mio compagno positivo, io in attesa del tampone, la casa trasformata in una specie di zona rossa fai-da-te, con percorsi differenziati per non incrociarci troppo e disinfettante che ormai considero un membro aggiuntivo della famiglia. Insomma, mancava solo un po’ di pace, o almeno la speranza di un ultimo dell’anno tranquillo — per quanto “tranquillo” possa essere quando stai contando le ore sperando che il tuo test sia negativo.

Ma niente, ovviamente. Perché proprio adesso, quando basterebbe il silenzio a ricordarci che è un Capodanno diverso, partono i botti. Non fuochi d’artificio, eh — che almeno sono belli da vedere, hanno un senso, un colore, un momento di stupore. No: botti, esplosioni secche, fischi inutili, il classico repertorio da “vediamo chi ha il petardo più rumoroso”.

Ecco un altro VDI:   Arturito

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