L'erba del vicino non è sempre più verde

Storie dal vicinato

Il cane del nuovo

Nel nostro condominio da poco è arrivato un nuovo inquilino.

Classico trasloco da “non conosco nessuno ma spero di sparire nel tessuto sociale senza problemi”, scatoloni, mobili trascinati, buongiorno timidi sulle scale e via.

Dopo qualche settimana compare pure il cane.

Piccolo, carino, uno di quei cagnolini che quando lo incontri in ascensore ti guardano con gli occhi tristi e la faccia da peluche depresso.

Il problema è che evidentemente nessuno gli ha spiegato che il proprietario ogni tanto esce di casa.

E ogni volta che resta solo parte l’apocalisse emotiva.

All’inizio erano dieci minuti.

Guaiti.
Versetti.
Due abbai.

Normale ansia da adattamento, mi dicevo.

Poi le cose hanno iniziato a peggiorare.

Molto.

Adesso capita che stia ore intere a lamentarsi.

Ma ore vere.

Piange.
Guaisce.
Abbaia.
Ulula.

A volte sembra un bambino disperato.

Altre sembra un lupo lasciato nei boschi.

E la parte peggiore è la notte.

Perché magari finalmente ti addormenti e alle due e quaranta parte:
AOUUUUUU.
BAU.
AOUUUUUU.

Ecco un altro VDI:   Nessuno parlava

Quella specie di richiamo straziante che ti entra direttamente nel sistema nervoso.

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