Un paio di mesi fa ho acquistato una bifamiliare. Piena di entusiasmo, mi sono buttata tra trasloco, scatoloni e lavori vari, con idraulici, elettricisti e muratori che entravano e uscivano a ritmo continuo.
Un giorno, nel pieno del caos, vengo ripresa dalla signora del piano di sopra: il cancello principale era rimasto aperto.
Ora, che sia chiaro: aveva ragione. Può capitare che nel via vai qualcuno se ne dimentichi, e io non ero certo lì a fare il cane da guardia 24 ore su 24. Quindi mi scuso, lo ammetto, tutto giusto.
Peccato che il concetto le fosse talmente caro da ripetermelo tre volte di fila, urlando come un disco rotto:
“Il cancello si chiude.”
“Il cancello si chiude.”
“Il cancello si chiude.”
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