I miei CDV — Condensatori Di Veleno, Cause Di Vita breve, Centro Di Vendetta, chiamateli come volete — sono le due attività sotto casa mia. Un duo infernale che mai avrei immaginato potesse complicarmi l’esistenza così tanto: una parafarmacia e una tabaccheria. Una a destra, una a sinistra della porta di ingresso del condominio, piazzate lì come due sentinelle del caos. A vegliare su di noi dall’alba al tramonto.
Davanti alle attività e all’ingresso c’è una piazzola che dovrebbe servire da parcheggio riservato ai condomini. Riservato. Cartelli ben visibili, due, belli grandi, praticamente dei faro luminosi: “PARCHEGGIO RISERVATO AI CONDOMINI”. Potrebbero anche lampeggiare in rosso, tanto non cambierebbe niente. La gente ci si piazza comunque come se fossero parcheggi personali, gratuiti e garantiti dal cielo.
La scena tipo: torno a casa con le borse della spesa, magari pesanti, magari piene di cose che non puoi mollare nel bagagliaio sotto il sole. Giro l’angolo e… niente. Tutto occupato. Sempre. È come se il posto auto fosse un miraggio: lo vedi, lo sogni, ma non ci arrivi mai. E ogni volta parte la lotta interiore tra la voglia di vomitare improperi e quella di rassegnarti alla tua triste condizione condominiale.
E questo è solo l’inizio.
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