Casa dove abitano il mio moroso, sua madre e il compagno di lei. Un contesto che, all’inizio, sembrava tutto sommato tranquillo: un piccolo condominio di sei appartamenti, uno di quelli dove bene o male ci si conosce tutti, con un cortile interno e sei posti auto. Niente di lussuoso, niente di complicato. O almeno così pareva.
Dopo qualche anno torna ad abitare lì un condomino storico. Uno di quelli che “ci sono sempre stati”, che rivendicano una sorta di diritto morale su tutto. Torna e, alla tenera età di sessant’anni, decide di sposarsi. Fin qui, nulla da dire. Il problema nasce subito dopo.
Secondo lui, la moglie ha diritto al posto auto. Perché? Perché “abita lì”.
Peccato che i posti siano sei e gli appartamenti sei. E peccato che lui, di fatto, pretenda che l’ultimo che arriva parcheggi fuori, perché loro, essendo in due, devono occupare due posti. Come se il cortile fosse una specie di premio fedeltà.
Non c’è un amministratore, e i genitori del mio moroso iniziano a chiederne uno proprio per evitare che le discussioni degenerino. Lui però insiste, insiste, insiste. Talmente tanto che l’amministratore, invece di risolvere il problema, fa la cosa più assurda possibile: fa tracciare le righe nel cortile in modo che loro possano parcheggiare due auto una dietro l’altra.
Valah
Le telecamere possono essere installate (anche non visibili, in questo caso) da un investigatore privato che ne è autorizzato per lavoro. Ovviamente nel periodo di indagine: fatevi fare un preventivo, non servirà tenerle a lungo visto i soggetti