Anni fa facevo la babysitter per diversi bambini della mia zona. Una di quelle esperienze formative che pensi ti insegneranno la pazienza, il senso di responsabilità… e invece ti rivelano i limiti della tua sanità mentale.
Un giorno mi chiamano questi vicini, “una brava famiglia”, mi dicono. Accetto. Due bambini, orari impegnativi ma gestibili: dalle 8 del mattino fino alle 18 circa. Io preparo pranzo, li aiuto nei compiti, li porto a fare sport. Tutto normale.
Solo che normale, in quella casa, non era proprio niente.
I due figli non avevano la più pallida idea di cosa fosse l’educazione. E non parlo solo di “capricci”, ma di sistematico sabotaggio della convivenza civile. La parte che mi ha sconvolto di più? Loro lo rivendicavano: “Ce l’hanno detto mamma e papà!”
Dopo pranzo, accendevano la TV a volume da stadio, proprio sulla parete che confinava con i vicini. Poi se ne andavano in un’altra stanza a giocare, lasciando il frastuono acceso per ore.
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