I miei “stupendi” vicini avevano deciso che il problema del condominio fosse il mio cane.
Lui, poveretto, stava tranquillo in balcone durante il giorno. Di notte mai, ci mancherebbe. Ma se dalla piazza passava un altro cane, partiva qualche abbaio di saluto, nulla di più.
Apriti cielo.
Loro non sopportavano quei pochi abbai. Una crociata continua: lamentele, occhiate storte, discorsi a mezza voce in giardino. Sembrava che l’unico rumore del quartiere fosse il mio cane.
Il paradosso? Proprio loro hanno due cani che vivono letteralmente attaccati alla loro camera da letto. Due veri campioni di vocalizzi: abbaiano a ogni macchina che passa, a ogni foglia che cade, perfino alle folate di vento. A volte non si capisce se siano cani o sirene d’allarme.
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