L'erba del vicino non è sempre più verde

Storie dal vicinato

Dalla padella alla brace

Dopo un annetto passato nella casa all’ultimo piano, accanto al cane abbandonato che ululava all’esistenza come se ogni notte fosse la notte della luna piena, finalmente io e il mio compagno ce ne andiamo.
Non è stato esattamente per colpa sua se abbiamo traslocato… ma diciamo che lasciare quel sinfonico sottofondo di latrati non è stato un dispiacere. Una sorta di bonus di fine contratto.

Traslochiamo durante le feste di Natale e Capodanno, un periodo in cui il mondo sembra più silenzioso, avvolto in una coltre di panettoni, lucine e sonnolenza generale. E infatti all’inizio ci sembra tutto perfetto. I vicini accanto a noi hanno perfino messo un cartello che avvisa del cane che potrebbe abbaiare — quasi un gesto di civiltà che ci commuove.
Il cane però abbaia pochissimo.
Il bambino piccolo non si sente a malapena.
Il paradiso? Sembrava di sì. Sembrava.

Poi arriva il rientro scolastico.
E con lui, l’apocalisse del piano di sopra.

Ecco un altro VDI:   La mia odissea nello strazio (pt 2)

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