Dopo un annetto passato nella casa all’ultimo piano, accanto al cane abbandonato che ululava all’esistenza come se ogni notte fosse la notte della luna piena, finalmente io e il mio compagno ce ne andiamo.
Non è stato esattamente per colpa sua se abbiamo traslocato… ma diciamo che lasciare quel sinfonico sottofondo di latrati non è stato un dispiacere. Una sorta di bonus di fine contratto.
Traslochiamo durante le feste di Natale e Capodanno, un periodo in cui il mondo sembra più silenzioso, avvolto in una coltre di panettoni, lucine e sonnolenza generale. E infatti all’inizio ci sembra tutto perfetto. I vicini accanto a noi hanno perfino messo un cartello che avvisa del cane che potrebbe abbaiare — quasi un gesto di civiltà che ci commuove.
Il cane però abbaia pochissimo.
Il bambino piccolo non si sente a malapena.
Il paradiso? Sembrava di sì. Sembrava.
Poi arriva il rientro scolastico.
E con lui, l’apocalisse del piano di sopra.
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