L'erba del vicino non è sempre più verde

Storie dal vicinato

Cuore e avanzi

Nella nostra strada non si effettua più soltanto la raccolta dell’umido, da qualche tempo abbiamo anche la distribuzione gratuita, direttamente sull’asfalto.

La responsabile è una signora che abita qui vicino, una persona convinta di fare del bene e proprio per questo difficilissima da affrontare. Ogni tanto prende il suo bidone dell’umido, esce di casa e ne rovescia una parte in alcuni punti della strada perché, come ha spiegato lei stessa, “potrebbe esserci qualche animale affamato”.

Il primo episodio l’ho visto una mattina presto. Stavo uscendo con il cane quando ho notato una montagnola di bucce, pane bagnato, pezzi di pasta e altri avanzi vicino al marciapiede. Pensavo si fosse rotto un sacchetto durante la raccolta, così ho tirato il guinzaglio per impedire al cane di infilarci il muso e ho proseguito.

Poco più avanti, però, ce n’era un’altra. Poi una terza vicino a un’aiuola.

Non sembravano rifiuti caduti per sbaglio, erano piccole porzioni sistemate a distanza regolare, quasi un buffet con più punti di ristoro. Mentre cercavo di capire chi potesse avere avuto quell’idea, ho visto la signora arrivare con il bidoncino marrone in mano.

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Si è fermata vicino a un muretto, ha sollevato il coperchio e ha rovesciato a terra un altro mucchietto.

“Scusi, ma cosa sta facendo?”

“Do qualcosa agli animali.”

“Quali animali?”

“Quelli che hanno fame. Di notte ne passano tanti.”

Effettivamente ne passavano tanti, ma fino a quel momento erano soprattutto topi e piccioni, due categorie che non mi parevano bisognose di essere incoraggiate a stabilirsi definitivamente nella zona.

Le ho fatto notare che quella roba poteva attirare animali indesiderati, oltre a sporcare la strada.

“Ma è tutto cibo, mica spazzatura.”

Dentro al bidone dell’umido c’erano bucce, tovaglioli sporchi, fondi di caffè e qualcosa che aveva già cambiato colore. Evidentemente, una volta pronunciata la frase “è per gli animali”, anche gli avanzi di tre giorni prima acquisivano una certa nobiltà.

Non ho insistito perché lei sembrava davvero convinta di compiere un gesto di grande generosità. Non lo faceva per dispetto, non voleva sporcare e probabilmente nella sua testa immaginava un riccio affamato che usciva prudentemente da un cespuglio per mangiare un pezzetto di pane.

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La realtà arrivava pochi minuti dopo sotto forma di quindici piccioni in assetto da combattimento.

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