L'erba del vicino non è sempre più verde

Storie dal vicinato

Buonanotte, drogati

“Buonanotte, drogati!”
Il tizio dell’isolato si è affacciato e ha salutato così il vicinato. Era già la seconda volta che lo sentivo urlare dalla finestra. Io ho guardato verso l’alto, cercando un interlocutore più ragionevole: Dio, se ci sei, fammi trovare una casa lontana da ogni forma di vita.
 
Pensavo che, dopo averci augurato la buonanotte con quella delicatezza, sarebbe rientrato.
Invece ha continuato.
“Drogati!”
“Vicini drogati!”
A un certo punto avrei quasi voluto esserlo, giusto per riuscire ad ascoltarlo con uno stato d’animo diverso.
 
Tra un urlo e l’altro cantava pezzi di Gigi D’Alessio. Non una canzone intera, che almeno avrei potuto sperare di sentir finire: frasi sparse, alternate ai giudizi sulle abitudini del quartiere.
Io ero a casa mia e aspettavo che si stancasse.

Ecco un altro VDI:   Abbiamo occhi solo per voi

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