Tutto è iniziato con una pianta.
Una pianta di rosmarino messa da me sul pianerottolo, accanto alla porta. Piccola, ordinata, in un vaso neutro. Nessun intralcio. Nessun profumo invadente.
Tre giorni dopo, la pianta era spostata.
Di venti centimetri.
Appoggiata in modo leggermente storto.
All’inizio ho pensato a una folata d’aria, o a un urto accidentale.
L’ho rimessa al suo posto.
Due giorni dopo, spostata di nuovo. Sempre di venti centimetri. Sempre stortissima.
Nessuna traccia. Nessuna impronta. Solo silenzio e la porta chiusa del vicino di fronte, che sembrava più lucida del solito.
La settimana successiva, un biglietto anonimo compare sul vaso.
“Non è il luogo adatto.”
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